Aspettando tempi migliori
Nel post di venerdi in ringraziamento ai colleghi ed alle colleghe dell’ufficio avevo allegato delle foto dove le bambine non si mostravano in formissima.
Siamo andati dalla pediatra ed il verdetto è stato chiaro: otite per Chiara, faringite per Sonia.
Una bella accoppiata per passare un nuovo, ulteriore week-end da sballo!
Infatti a loro aggiungiamo pure il raffreddore condito di tosse della principessa, ed a questo punto potete facilmente immaginarvi le nostre notti.
Di passione. No, non quella passione, bensì quella che riporta al verbo “patire”.
Vabbè, è un periodo così, che ci volete fare?
Meno male che almeno questo pomeriggio qui da noi ha fatto capolino un bellissimo sole, caldo, luminoso, che invogliava ad uscire (…) e che ha rubato finalmente la scena alla pioggia che tanto ci ha tartassati nelle ultime settimane.
Speriamo che resista anche domani anche se noi, già lo sappiamo, lo potremo solo ammirare stando aldiqua dei vetri.
Aspettando tempi migliori…
Otite nei bambini
L’otite è una infiammazione dell’orecchio che in base alla parte dell’orecchio che viene colpita si definisce media, esterna o interna.
Media quando l’infezione batterica o virale è a carico dell’orecchio medio, cioè di quella parte che sta al di là del timpano.
E’ questa la forma più diffusa tra i bambini tra i 3 mesi ed i 3 anni.
Esterna quando l’infezione colpisce il condotto uditivo o la parte esterna dell’orecchio.
Interna quando invece l’infiammazione è a carico delle parti interne dell’orecchio, quelle che permettono la ricezione del suono.
L’otite interna a volte è la conseguenza dell’otite media.
Nei bambini l’otite media si manifesta con febbre, vomito, diarrea.
E’ importante rivolgersi al proprio pediatra prima di cominciare qualsiasi cura “in proprio” che potrebbe soltanto peggiorare la situazione, soprattutto quando la febbre sale sopra i 39 gradi centigradi.
Solitamente viene prescritta una cura a base di antibiotici per risolvere in maniera definitiva l’infezione.
Fonti:
Il regalo dei colleghi
Le foto qui sotto sono un’omaggio ai colleghi ed alle colleghe dell’ufficio del papa’, per ringraziarli/le dei golfini abbinati a magliette che ci hanno regalato per la nascita delle pupette.
Li ringraziamo ancora tanto e… li/le invitiamo a passare piu’ spesso a visitare il nostro blog!
Chiara
Sonia
Voglie di gemello…o gemella?
Stasera non so come m’è sorta spontanea una domanda alla mia principessa: “Vedi come giocano bene insieme le gemelline? Ma a te sarebbe piaciuto avere una sorella gemella, o un fratello gemello?”.
Qualche secondo di riflessione e poi la risposta, sincera: “Sì!”.
“Ah sì, davvero? Ma avresti preferito una sorellina o un fratellino?”.
Ancora qualche secondo di riflessione e poi la risposta: “Un fratellino”.
“Ah, come la Chiara ed il Matteo (ns amici di Roma, che prendiamo l’occasione per salutare: ciao!!!). E perchè un fratello gemello e non una sorella gemella?”.
“Eh, perchè poi la sorella gemella avrebbe giocato con i miei giochi, i maschi invece hanno i loro giochi”.
E poi la chiamano innocenza…
Quel tiramisù…
Insomma, prima o poi doveva succedere anche a me e quel momento è arrivato.
Negli ultimi giorni in casa c’erano stati casi estemporanei di rigetto del cibo appena mangiato (definiamolo così): prima Chiara, poi Sonia, poi mamma.
Stanotte papà.
Un cerchio che si sta per chiudere visto che ora manca solo la nostra principessa, anche se noi ci auguriamo che almeno lei ne sia esente.
Nulla di grave, sia chiaro, solo quella sensazione di malessere e nausea che mi accompagna da qualche ora e che spero se ne vada presto.
Ricordavamo stamattina io e la dolcemetà che l’ultima volta che vomitai eravamo in viaggio di nozze (ebbene sì, accadde proprio in quel periodo): altri tempi, altri eravamo noi.
Sono passati poco meno di 8 anni, eppure sembra una vita!
Rinuncia alla chemio per partorire 2 gemelle
Ci sono notizie che ti riappacificano con la vita, col mondo, anche in un periodo nero come questo durante il quale sembra che il mondo intero compia passi da gigante all’indietro, invece che in avanti.
Il Daily Mail riporta la storia di una ragazza di 29 anni che stava per sottoporsi ad un’operazione di rimozione di un tumore alla vescica, quando ha scoperto di essere incinta di ben 2 gemelle!
Mamma di altri 4 bambini, questa coraggiosa mamma ha rifiutato di sottoporsi a chemioterapia per cercare di portare a termine la sua doppia gravidanza, evitando danni alle 2 bambine.
Rachel Crossland, questo il nome della donna, ha dato alla luce le 2 gemelline con un parto cesareo alla 32esima settimana, quando queste si erano spostate in una posizione pericolosa.
Adesso Rachel è tornata a casa col giovane marito di 24 anni ed i suoi 6 figli e si sta sottoponendo a chemioterapia, sperando di superare questa terribile battaglia con la morte.
Auguri mamma Rachel, comunque vada hai dato una grande lezione di vita a tutti.
Nestlè condannata per il suo latte
Che la multinazionale Nestlè sia da anni al centro di molte proteste legate alle sue campagne di marketing aggressive sull’utilizzo del latte in polvere come sostitutivo del latte materno penso lo sappiano tutti.
Basta fare una veloce ricerca su Google per trovare decine e decine di siti che propongono il boicottaggio come protesta contro la multinazionale svizzera.
Costoro saranno oggi felici di sapere che la Nestlè, assieme alla TetraPack, è stata riconosciuta colpevole e quindi condannata per una vertenza promossa dal Codacons della Sicilia su una storia che vedeva al centro della questione del latte contaminato che era stato venduto in Italia pochi anni fa.
Cos’era successo esattamente?
Il 22 novembre 2005 vengono sequestrati svariati pacchi di latte NIDINA 1, NIDINA 2 e MIO prodotti da Nestlè in tetrapack, come misura precauzionale a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall’Arpa della Regione Marche.
Le analisi avevano infatti accertato l’alterazione del latte e la presenza di tracce di un componente chimico chiamato IsopropilThioXantone (ITX).
Questo componente chimico sporcò il tetrapack che stava all’interno delle confezioni e che quindi veniva a contatto col latte, alterandolo.
Un paio di famiglie di consumatori di questo latte si rivolsero al Codacons e chiesero al giudice i risarcimenti dei danni, ottenuti oggi dalla sentenza del giudice di Giarre che condanna Nestlè e Tetrapak a pagare i danni psicologici nonchè le spese legali.
Si parla di confezioni di latte in scadenza nel 2006, certo pensare che anche le mie famiglie sono state consumatrici di quel latte fino a pochi mesi fa non mi lascia molto sollevato, a prescindere dal fatto che la vicenda risale ad episodi di 3-4 anni fa.
La soluzione migliore è quella di nutrire i propri figli con il latte del seno materno, fornito direttamente da Madre Natura.
Purtroppo, per motivi che possono essere diversi non tutte le mamme possono darlo ai propri figli, e quindi bisogna ricorrere al latte in polvere o liquido venduto in farmacia ed al supermercato, cercando la migliore soluzione qualità/prezzo perchè il latte in questione ha prezzi altissimi.
Ma quando poi si sentono queste notizie… si resta basiti. Ed anche un pò spaventati.
Aerosol, che cos’è?
L’aerosol è una realtà con la quale, volenti o nolenti, prima o poi tutti i genitori hanno a che farci. Anche noi rientriamo in questa categoria.
Per vari problemi alle via aeree come bronchiolite, sinusite, asma, rinite e bronchite (ed altri ancori), la somministrazione dei farmaci per via inalatoria è infatti particolarmente adatta nei bambini piccoli, specialmente sotto i 2 anni di età.
Gli apparecchi per l’aerosolterapia sono di 2 tipi: ad ultrasuoni e pneumatici.
Gli apparecchi ad ultrasuoni per aerosolterapia hanno il grande vantaggio di essere molto meno rumorosi di quelli pneumatici, ed inoltre vantano una maggiore rapidità di nebulizzazione, quindi il trattamento risulta più veloce.
D’altra parte costano decisamente di più e sono molto più delicati di quelli pneumatici, che risultano sì più rumorosi e spartani ma anche molto più resistenti all’uso continuato.
Basta chiedere informazioni nella propria farmacia per riscontrare queste informazioni.
Molto importante nell’utilizzo dell’aerosolterapia è però il come la si fa.
Bisogna infatti che il bambino sia partecipe, che respiri constantemente a fondo e che la terapia non sia continuamente interrotta.
Purtroppo nei bambini piccoli questo non sempre è possibile, perchè il bambino si annoia, si spaventa, non riesce a stare fermo, o perchè più semplicemente non riesce ad accettare il trattamento.
L’alternativa va ricercata con l’aiuto del proprio pediatra, si può ricorrere ad altre forme di trattamento come supposte o sciroppi.
Ulteriori informazioni su:
- Mammaepapa.it
- Saninforma.it
- FAQ sull’aerosol




